sabato, agosto 12, 2006

 

Strani Sogni

Ero bambina negli anni Settanta e di quei giorni ricordo la musica, le facce dei cantanti, il look trasgressivo di certi personaggi che emergevano dalle fila delle nuove proposte. Vivevo in una piccola cittadina vicino al mare e svernare era l’impegno più gravoso. Sopportare le cabine in spiaggia vuote di turisti, i negozi con le serrande abbassate, le gelaterie con le pagine di giornale attaccate sui vetri e la nebbia di certe sere era davvero faticoso per una come me che se ne stava tutto il giorno ad aspettare che accadesse “qualcosa”.
Verso la fine di quel decennio dove imperavano occhialoni e pantaloni a campana un gruppo di ragazzi mise in piedi una radio libera. Due stanze messe a disposizione da uno di loro, i cartoni per contenere le uova alle pareti concessi dai negozianti della zona, i dischi di ognuno rigorosamente firmati sulla copertina in caso di abbandono e tanta buona volontà. Si chiamava Radio Cervia e io, piccola e zelante, mi inventai un ruolo per essere lì ogni giorno. Ordinavo LP e singoli negli scaffali di legno, rispondevo al telefono durante i programmi di dediche e richieste e prestavo la mia voce per le pubblicità di negozi per bambini. Mi passavano per le mani centinaia di dischi. I successi di Venditti, De Gregori, De Andrè, Battisti, Baglioni, Loredana Bertè, Mia Martini, Alberto Fortis, Rino Gaetano; gruppi come la PFM o Le Orme, ma anche fenomeni stagionali come Leano Morelli, Alberto Camerini, Donatella Rettore o meteore come Tenax, Ciro Sebastianelli, Paolo Barabani, Dario Baldanbembo, Santino Rocchetti e altri. Poi c’era un ragazzo di Roma che faceva parlare di sé per l’audacia del suo abbigliamento. Un certo Renato Fiacchini che si faceva chiamare Renato Zero. Erano gli anni di Zerolandia, Zerofobia, Erozero.
Questa notte ho sognato una di quelle copertine. La tenevo fra le mani e guardavo intensamente quel volto truccato mentre prendeva forma e si staccava dal cartoncino consumato che la tratteneva finché me lo sono trovato davanti in tutta la sua trasgressiva bellezza. Giovane, poco più che ventenne, con i capelli sulle spalle, riccioli morbidi e scuri e gli occhi contornati di matita nera e brillantini argentati Renato Zero mi ha accolta fra le sue braccia. L’ho baciato con lo stesso desiderio di quegli anni, quando ritagliavo le sue foto e le mettevo sotto il cuscino nella speranza di sognarlo e mi sono svegliata di colpo con l’illusione di essere ancora quella bambina.


Comments:
splendidi ricordi..
Radio Cervia 102 MHz mi sembra..
aiutavo un amico col suo vespino azzurro.. a costruire una radio a Milano Marittima,
quelli delle radio sono stati gli anni più belli della mia vita
Gianluca
www.vespaforever.net www.maritv.net
 
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