martedì, aprile 10, 2007

 

NOTTE SENZA ESAMI


E’ buio. Esco a camminare. La musica dell’ultimo concerto mi insegue per le vie del centro. Sono note malinconiche. Un intreccio di melodie d’altri tempi che trovano sfogo fra le pietre rosse di un’architettura medievale che va scomparendo. Mi raggiungono. Le sento addosso come le mani esperte di un vecchio amante che non voglio più. Canto a voce controllata. Sulla pelle il rossore di un sole che mi ha schiaffeggiata ancora una volta. Seguo i piedi che conoscono queste strade, ne ricordano i pericoli e sanno trovarne le bellezze.

Sono in via del Cestello, davanti a una palazzina decadente osservo la meridiana che un tempo scandiva le mie giornate di studentessa fuori sede. Ci ho vissuto tre anni in quella casa. Guardo le finestre accese. Qualcuno ha cambiato le tende. In quella stanza ho dormito con lei, l’amica del cuore. Quella che si metteva i miei abiti. Quella che mi prestava i pantaloni. Notti insonni a preparare gli esami. Feste di amici ubriachi che si scioglievano sui gradini di un bilocale colorato. E una gatta, figlia dell’istinto e madre di cuccioli mai nati.

Continuo a guardare le finestre accese. Un fantasma muove la sua ombra da una parte all’altra della stanza. Chi vive dove ho vissuto?

Mi avvicino al portone. I campanelli sono gli stessi. Ottone macchiato e un multistrato di etichette bianche sporcate da vecchi e nuovi nomi. La signora mora, abbronzata in ogni stagione, abita ancora qui. Un giorno le scoppiò il televisore. Un boato così non l’avevo mai sentito. L’astronomo dell’ultimo piano invece non c’è più. Peccato, era simpatico.

Il mio nome è stato sostituito da un altro, più breve, sconosciuto. E’ quel che accade dopo un addio, penso. Il passaggio di un testimone. Un nome si cancella, un altro prende il suo posto.

E’ solo una casa! Ripeto. Quattro mura di coccio. Intonaco e tintura. E poi io amo i traslochi. Cos’è questa tristezza?

Il portone di legno massiccio mostra gli stessi segni di allora. Un’incisione profonda di quel giorno che entrarono i ladri, piccoli sfregi disegnati dalle chiavi di mani impazienti e una fessura dove continua a ripararsi lo stesso ragno che tanto temevo.

Cosa aspetto? Cosa cerco?

Vorrei rivedermi spalancare le finestre. Salutare il custode del palazzo di fronte. Aprire i cassetti di un armadio dipinto di rosa e indossare ancora quella camicia bianca che mi piaceva tanto. Vorrei ricominciare da lì, dove tutto era ancora intero.

Guardo la finestra. La luce cangiante di un televisore batte il ritmo dell'ultimo spot pubblicitario. E’ finito il carosello, penso. Forse è meglio andare a dormire.

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Comments:
Due anni fa ho passato cinque minuti ad osservare la casa dove ho vissuto da bambino prima di accorgermi che avevo sbagliato palazzo. Era quello accanto.
Ho vissuto vent'anni nella stessa casa e oggi mi chiedo se riuscirò mai ad affezionarmi di nuovo ad un appartamento.
Oggi vivo in un seminterrato.
Magari fra dieci anni cammino su questo marciapiede, indico con un dito la finestra e dico: "Oh, abitavo proprio là sotto!"
Sono curioso vedere la faccia di chi mi sta accanto.
Da mia madre stavo all'attico (quinto piano). Dev'essere un qualche contrappasso.
Ciao.
 
@ k
ho traslocato otto volte ma mi sono affezionata solo alla casa con la meridiana. Era strana, con un bagno piccolissimo. Chissà cos'è che ci porta ad amare qualcosa e qualcos'altro no. Se lo sapessi potrei smettere di scrivere.
A presto
PS E' in arrivo un terzo desiderio con parole per te.
 
ciao lucia,
questa volta sono io a ringraziare te


poeta anonimo.
 
Dai sei ai tredici anni ho abitato in una casa molto bella all'ultimo piano (92 scalini). Praticamente tutta l'adoloscenza e la crescita del periodo sono state legate a quella casa e a quel quartiere. Quando passo la sotto alzo sempre lo sguardo alle finestre e alla acacia gigantesca che le fronteggia. Molti anni dopo avevo la possibilità di acquistare un appartamento poco distante. Mi prese una frenesia e un'eccitazione da non poter assolutamente resistere. Avrebbero potuto chiedermi qualsiasi cifra per alcuni giorni di follia completa. Dopo, forse per fortuna, non se ne fece niente. Non è possibile, purtroppo tornare indietro. Avessi comprato quella casa avrei vissuto forse una grande delusione. Ma, se oggi mi offrissero proprio quella, quella dove ho vissuto, non mi tirerei certo indietro. Un gran debito e via a ricordare.
 
buongiornooooo!!!tutto bene? ormai sono diventato un parassita del tuo blog.mi crei dipendenza^.^,l'ho letto già ieri questo post ma come al solito devo rileggerlo un pò di volte sperando sempre di trovare le parole giuste da restituirti ....ma come al solito è un tentativo vano."dove tutto era ancora intero" come dice il maestro..le tre righe che la precedono profumano di primavera inoltrata.ma tutto il post evoca profumi puliti, semplici come piacciono a me.ti ci vedo dopo aver lasciata aperta l'anta di quell'armadio rosa correre giù dalle scale che rimbombano "il ticchettare del tuo buonumore" che cambia tonalità in crescendo fuori dal portone nonostante si perda tra i portici della città.
come al solito mi hai fatto ritrovare nelle scene che descrivi,in via cestello non vedi anche uno con la bocca aperta che si guarda attorno con sguardo tra il rimbambito e il bambino stupito? sono io perchè come sempre mi hai abbracciato di immagini che adoro.
 
Tesoro... Sicura che il Carosello sia finito?
La camicia bianca è sulla spalliera della sedia, ti aspetta per indossarla...al posto d'un armadio rosa ci sono "archivi" verdolini ed altri che attendono colori, di uccellini e putti...
Tutto ciò che intero era, ancora lo è dentro di te, ed il fantasma che si muove dietro quella tenda abiterà sempre con te affinché tu con i ricordi gli dia vita...

Bellissima l'immagine che hai scelto!
Sei tu, e Bologna nei suoi rossi medievali...
E ... le mani esperte di un vecchio amante che non vuoi più ?
L'abbraccio d'una frase, il contenuto più prezioso, mi ci specchio e sorrido...

Molte carezze verso la primavera colma di garriti di rondini...
 
E' solo un momento di scoramento che succede a tutti ... Tu puoi ricominciare da dove vuoi tu ma non puoi dimenticare ciò che è già entrato dentro di te e che ti ha resa diversa. Piuttosto devi poter intravvedere dove ti conducono le nuove sensazioni e seguirle perchè solo se le segui "spalanchi le finestre"....
Babi.
 
.sempre rivolti al passato.come se da lì dovessero arrivare tutte le "case" che nella memoria han perso le crepe e conservano intatto il sapore di qualcosa di andato e quindi la purezza dei ricordi la nostalgia del "si stava meglio prima". in realtà come le mani esperte di un vecchio amante che sanno dove e come muoversi su di noi così anche la fiducia nel domani ci permette di sperare e di volere, conoscendo meglio noi e l'ambiente che ci circonda.
 
@ Riccardo
sorrido davanti ai "92 scalini"...
Anch'io conto sempre i gradini. Per entrare nella casa di via del cestello ce n'erano 7 di marmo grigio e 10 di moquette oltre la porta d'ingresso. Era lì che si addormentavano gli amici ubriachi, davanti al manifesto di uno spettacolo teatrale: Echi del 92.
Ciao Riccardo, compra quella casa...e vai a ricordare.
;-)
a presto


@ panzabiker
buongiorno.
Hai trovato le parole del maestro fra la "primavera inoltrata" e i "profumi puliti". Bravo. Era una citazione a suon di musica. Tu la conoscerai sicuramente e potrai cantare la strofa successiva. ;-)
Oggi meglio quella canzone delle poesie tristi. Che ne dici?
PS a guardare bene, in via del cestello, c'è uno con la bocca aperta che si guarda attorno. Sei davvero tu? Hai anche una scarpa slacciata. Sei un pò distratto... ;-)
 
@ dandapit
sono arrivate le carezze e sono arrivate anche le rondini. Mi hai insegnato a riconoscere il loro grido di libertà e ora le sento. Coprono il rombo del traffico e si insinuano fra le note della musica che sto ascoltando.
E' tempo di cantautori bolognesi.
La camicia bianca sulla spalliera della sedia aspetta una buona occasione. Forse la prossima settimana, o forse fra un mese. Prima o poi la indosserò.
Ti sorrido cara Danda. Ti sorrido dalla piazza del Nettuno sulle note di una strana chitarra in braccio a un uomo dagli occhi chiari.
:-)

@ Babi
è stato un addio. Un saluto a ciò che ero. Un appello ai pensieri prima di ripartire per una nuova gita.
Un cuore, una camicia bianca e pagine da riempire.
Cara Babi, scendo dalla giostra. Non ho più soldi da spendere e mi gira la testa.
ti abbraccio
 
anche io quando mi capita di passare davanti ad una casa dove ho abitato cerco di immaginarmi chi ci viva ora, però pensa i casi della vita quella in cui ho vissuto dai 6 ai 14 anni, l'ha comprata un mio compagno di classe di liceo ma nonostante questo non sono mai più riuscita a metterci piede, so però che lui l'ha comprata perchè gli piaceva molto e questo mi consola, in quello dove ho vissuto da adolescente e poi per un po' da mamma ci vive ancora la mia di mamma e in una parte (era enorme l'ha divisa per lei) ci vive Valentina mia figlia, e proprio nelle stanze che erano state mie, mi piace questa continuità
 
@ S&C nico
Mi fido del domani perché è l'unica certezza che abbiamo. Mentre le crepe dei vecchi muri continueranno ad allargarsi io dipingerò nuove pareti. Anzi, scappo perché non vorrei che si seccasse il colore.
Grazie
 
lo conosco bene il maest"r"o ...oggi le ho ascoltate queste canzoni(come quasi tutti i giorni)...ma come fai a sapere che ho sempre una scarpa slacciata?^.^
 
Non penso proprio al fatto che sei scesa dalla giostra ... Ohhh Lucia .... non ti riconosco!!!??
Babi.
P.S.: sono scesa anch'io dalla giostra per alcuni minuti della mia vita, ma poi è così bello risalirci!!
 
@ zefirina
la "continuità" è importante. Mi ricorda la casa al mare. Ci sono nata, cresciuta e ci torno ogni volta per ritrovarmi.
Affacciata a quelle finestre sono ancora bambina. Guardo la neve che schiaccia gli ombrelli dei pini e in fondo al viale vedo la spiaggia. Da quelle finestre sono adolescente e aspetto un biondino con la vespa rossa. Lo vedo passare. Si ferma, mi saluta. Mi chiede di scendere, ma non posso raggiungerlo. Devo finire ancora i compiti.
;-)
un saluto
a presto


@ panzabiker
il maest"r"o...
hahaha
"E pensavo dondolato dal vagone
ca"r"a amica il tempo p"r"ende il tempo dà..."
Non ascoltare mai questa canzone quando sei triste. E' un ordine! ;-)

PS la scarpa slacciata? Beh, basta "guardarti" per vederla.
 
...O forse è meglio tornare a sognare! ;-)

Un abbraccio gliesaminonfinisconomai :-)
 
Prima o poi se il sole continuerà a farti questi sgarbi dovrà vedersela con me!
Ti prego Lucia, torna sulla giostra con me e Babi, ci manchi!

fadiesis ;)
 
Sto trovando troppi significati in ogni periodo che hai scritto. Parole messe non del tutto a caso che messe insieme compongono un puzzle di nostalgia. Sembra in un certo senso la continuazione dei post precedenti, cioè un saluto forzato agli anni migliori della giovinezza, quando la vita era un foglio bianco senza troppi margini, tutto da vincere e niente da perdere.
Una canzone poco conosciuta della Mannoia diceva: «Avere 20 anni non è mica facile / ci vuole una vita per imparare»... Sembra un controsenso ma è proprio così.
Ci si affeziona alle cose forse perchè sembrano più "eterne" rispetto a noi e sembrano cambiare più lentamente. E poi se fermi una meridiana ti sembra di fermare il tempo...
Per rispondere alle tue domande, se cerchi i tuoi 20 anni li troverai dentro di te, vivono con te, li porti con te e non ti abbandoneranno mai. Come le canzoni, loro non ti tradiscono.
Loro sì che non ti diranno mai addio, a meno che non sia tu a volerlo.
Ascolta la musica, prima che la canzone finisca, ho letto da qualche parte.
Non aspettare la fine del carosello e sentirti per questo triste. Dopo il carosello ci saranno altri programmi e comunque puoi sempre cambiare canale, prima di andare a dormire.
 
@fadiesis : chi è il sole?
 
@ alberto
tornare a sognare? Non credevo di avere smesso!

un abbraccio dormiveglia

@ fadiesis
il rossore sta scomparendo. Ho messo un buon doposole e la prossima volta resterò sotto l'ombrellone.
In fondo, amo anche il pallore.
un bacione e a presto
PS non posso più salire sulla giostra...
 
Come ti capisco..prende anche a me a volte una strana nostalgia di cose che non ci sono più...

Ps Carino il tuo blog..ripasserò di certo!
 
carosello


dopo la tazza di latte con il pane secco
vecchio di alcuni giorni e d'altre notti

aspettavo

la fine dell'asciugatura dei piatti
che poi riponevi preziosi
impilati accanto ai bicchieri
opachi come quei giorni

e venivi a sederti
sulla sedia in cucina
che non v'erano poltrone nè divani
e nemmeno l'idea d'una sala

così avvicinavo la mia sedia alla tua
e rannicchiato mi lasciavo
appogiando il capo al tuo grembo
tra gli odori del cucinato
e la musica del carosello
 
agli ordini! batto anche i tacchi^.^
Sai già che sono un disastro di ragazzo...si "vede" così tanto?cmq non ho speranze di migliorare sotto questo aspetto^.^
"siamo qualcosa che non resta frasi vuote nella testa e il cuore di simboli è pieno.." pensa che non solo la ascolto spesso ma vado anche in giro a suonarla..come le altre.le adoro quasi tutte e non mi stanco mai di ascoltarle,farle mie(cavalcano ormai i miei globuli rossi) e cercare di trasmetterle agli altri.
purtroppo per me ^.^ ti devo salutare i miei impegni serali mi reclamano..buona serata!
p.s. oggi ho visto davvero un campo sterminato di margherite.erano tutte lì a sgodazzarsi il sole.che meraviglia. mi sei venuta in mente e te l'ho dedicato ancora!ciao!!
 
Ciao Lucia, sono appena rientrato dal ponte di pasqua e già riparto, quindi passo giusto per un saluto... tornerò a leggere con tutta calma il post al mio rientro.
Un abbracio e a presto
D
 
@ pier
ho pensato alla meridiana che sta sul portone della casa in via del Cestello. Quasi il simbolo del tempo che scorre.
Sai una cosa Pier?
Sono contenta che sia passato. Avevo 20 anni, ma ora non li vorrei. Ha ragione la Mannoia. Ci vuole uan vita per imparare...
e io sto imparando.
un abbraccio
a presto

@ rag
benvenuto/a
la strana nostalgia serve per non perdersi i pezzi per strada.
Poi si va avanti.
;-)
a presto


@ poeta anonimo
eccoti qua!
ti aspettavo. Stavolta ti aspettavo davvero. Come tu aspettavi la fine dell'asciugatura dei piatti.
Grazie ancora una volta.
Grazie sempre.
:-)
 
@ fadiesis.
Sììì sono già in giostra anche se sono un poco triste x chè il sole va e viene ...
Babi
 
@ panzabiker
"Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava...gli eroi son tutti giovani e belli..."
Ora ascolto questa.
E' una primavera fra la via emilia e il west.
Grazie per le margherite. Caspita! "A sgodazzarsi il sole"? Non sai quanto le invidio...
Rimani sull'attenti e non ascoltare canzoni tristi. Per quelle c'è sempre tempo.
;-)
a presto
PS :-) :-) :-)
 
@ diego d'andrea
ciao,
bentornato e buonviaggio
sempre di corsa, eh?
Domani parto anch'io...
a presto

@ Babi e fadiesis
bambine! Ricordatevi di non prendere freddo. La giostra può essere molto pericolosa.
Vi abbraccio forte.
Ps un giorno tornerò anch'io, ma ora no. Ora devo camminare. Camminare. Camminare...
 
hahahahahahahahahaah
hhahahahaahhahahahaha
ahahahahhaahhaahhahaah
Babi!!!!
 
Pensare che tra le pareti che hanno racchiuso tanta vita, tante sotire, tanti pensieri, emozioni, lacrime, grida, ora vive uno sconosciuto che non ne sa nulla è qualcosa che distrugge.
Forse ci si illude che le mura possano trattenere la vita, quella consumata. Che una stanza continui a parlare di noi. Forse è tutta suggestione questa vita ...

Vitto
 
@ anonimo
il sole è quella cosa che dà la vita.

@ Lucia
carissima, pensami domani mentre viaggerai verso nord, verrei volentieri anche io ma purtroppo domani non posso!

Un abbraccio...
fadiesis :)
 
ciao ! ci metto un pò a scrivere perchè stando sull'attenti posso usare una mano sola..oggi mi e ti dedico farewell,una delle mie preferite. non è triste: "e sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi ventanni portati così come si porta un maglione sformato su un paio di jeans.."..eh già! che bella!mi fa rosolare nell'agrodolce ricordare..dovrebbe piacere anche a te..buon pomeriggio!!!sono sempre di fretta mannaggia a me!grazie per i sorrisi ..contraccambio!!!!!!
 
@ vitto
Un giorno un'amica greca mi disse che le case conservano il ricordo di chi le ha abitate. Nelle pareti rimangono le nostre parole. E forse l'ombra che si aggirava oltre la tenda di quella finestra in via del cestello ero proprio io, con la camicia bianca.
ti abbraccio perché è bello "vederti" da queste parti. ;-)
PS Se la vita è solo "suggestione", spero di essere suggestionata ancora per tanto tempo.

@ fadiesis
ti penserò e non solo, porterò con me la tua risata.
bacioni
 
@ panzabiker
"...come si sente la voglia di vivere
che scoppia un giorno e non spieghi il perché..."
:-)
 
Apri gli occhi Lucia, ecco
chi abita adesso nella tua casa di studentessa:

http://www.doctormacro.com/Images/Stewart,%20James/Annex/Annex%20-%20Stewart,%20James%20(Rear%20Window)_01.jpg
 
Che dire averti ispirato ad un pezzo del genere è un onore...
Tante volte vivo delle scene come se ci fosse un me più grande che mi guarda e sa esattamente cosa i miei pensieri di quei momenti, che conosce come andrà a finire, che mi dice di approfittare di quei momenti perchè "è ancora tutto intero"...
Nella mia adolescenza mi sono spesso perso a guardare la fine (delle vacanze, di un libro, di una storia, della torta ecc.) piuttosto che apprezzare il percorso! Ora sono vivo come non mai perchè cerco di vivere nel presente...
Un abbraccio mia cara
 
"Vorrei ricominciare da lì, dove tutto era ancora intero". Quante volte l'ho pensato.
E anche se non ho mai traslocato, mi sembra che la mia vita passi alla ricerca di tutti quei pezzi che ho dato via, rimasti appiccicati ora ad uno, ora ad un altro. A volte incollati a una speranza che è andata frantumata, o che è stata riposta in cassetti col doppiofondo.

Eppure si ricomincia sempre. Con o senza traslochi. E quel che si lascia, dicono, non si perde mai.
Così qualcosa di te è ancora tra quelle mura, si è infiltrato nelle vite altrui, probabilmente le ha cambiate. Anche se non puoi sapere come.

Io non credo che dopo un addio il nome venga semplicemente sostituito. Almeno, per me non è così. Direi che è il termine "sostituzione" a non avere senso. Per me ogni nome, passato e presente, ha il suo posto dentro, il suo cantuccio riservato. Nessuno sostituisce nessuno.
Ma, probabilmente hai ragione, per molti è così.

Non ho ancora visto la postina, e non so quando la vedrò, ma ti ringrazio da ora, ti abbraccio da ora, e nell'attesa ti leggo qui, come sempre.
 
Quante volte nel buio guardo quello che la luce nasconde, nel tentativo di scorgere qualcosa che il tempo ha cancellato... Case che ho odiato, ma in cui qualcosa di me forse è rimasto, o forse non lo è mai stato. Eppure gli odori, i suoni, i colori, ritornano feroci a inventare un passato che non so neppure se mi appartiene. Eppure... è li... sepolto da qualche parte...

Un Bacio :-*
 
Quante volte nel buio guardo quello che la luce nasconde, nel tentativo di scorgere qualcosa che il tempo ha cancellato... Case che ho odiato, ma in cui qualcosa di me forse è rimasto, o forse non lo è mai stato. Eppure gli odori, i suoni, i colori, ritornano feroci a inventare un passato che non so neppure se mi appartiene. Eppure... è li... sepolto da qualche parte...

Un Bacio :-*
 
Ops... Scusa il doppio invio... Computer impallato O:-)
 
credo che sia una cosa innata nell'uomo quella spinta ad attaccarsi al passato, agli ogetti, alle case, alle persone che non ci sono piu'.

forse perche in quei luoghi, nella storia di quegli oggetti, tra le mura di quelle case o nello sguardo di quelle persone, e' scattato qualcosa di profondo e definitivo nella nostra vita. si e' creato un punto di rottura, un cambiamento radicale nel nostro modo di vedere il mondo.
li, siamo diventati piu' noi stessi. e il ritornare e un modo per celebrare questo divenire.

cara lucia, le tue parole toccano sempre corde molto profonde.
grazie e un abbraccio
 
buongiornooooo!!!!!!dormito bene?ti illustro un mio week end anche se questo è esageratamente pieno gli altri spesso non sono da meno:ieri sera avevo la bellezza di: riunione organizzativa per la sagra del paese, avvio elezioni nuovo presidente della consulta giovanile, riunione illustrativa per il campo disabili di fine aprile e (ma questo non ce l'ho fatta) prove dei canti per il matrimonio del mio docente di spagnolo.stasera ho l'assemblea dei soci della pro loco e devo ancora preparare il discorso,domani sera ho un concerto e siamo indietro con le prove ,domenica ho gente a pranzo e a cena ,devo finire di mandare in stampa il giornale,finire di distribuire il numero precedente dove non è stato dato,preparare la mostra e il discorso per il 25 aprile,preparare la cena del gnocco fritto il 21 e.. ah sì! dovrei anche lavorare che sono indietro con le consegne..dici che ce la faccio anche a "importunarti" ogni tanto?non te la prendere se mi addormenterò tra qualche a e o delle tue parole..buon week end!!
 
ma ti ho chiesto davvero se hai dormito bene??? ma sono fatti miei? mi schiaffeggio.ciao
 
vedo,
con gli occhi delle tue parole
la palazzina in via del Cestello
il portone, i campanelli
le finestre accese

tu sei lì,

cosa aspetti? cosa cerchi?

una ragazza di ventanni
una camicia bianca che la tiene insieme
un giro di giostra sopra un desiderio,

poi sorridere,
nel sentirsi tirare i capelli.
 
@ tutti
sono fuori Bologna,
risponderò domani.

(@ panzabiker
sì, mi hai chiesto davvero come ho dormito! :-/ E io ti rispondo: bene, ma poco. Mi aspettava un treno in partenza dal binario 4)
;-)
 
Qualcosa come innamorarsi a Napoli sotto le nuvole volate via
lasciarsi in faccia ad un tramonto storico spuntato a Rimini al binario tre
È un occasione per sentirsi uomini capaci ancora di sorprendersi
per poi pensare sulla scala mobile che è bello vivere ed è così…
 
Ti sarai addormentata con la saudade dei tempi andati....
 
Nel leggere questo racconto ho cercato invano di riscontrare in me una qualche emozione rispetto al mio rapporto con "le" case che ho abitato. Non le trovo. Forse è la mia difficoltà ad attribuirmi radici, forse è il mio modo, antipatico se vuoi, di non legarmi mai alle cose e tali considero le case. Una persona, una volta, mi disse che "la mia casa io ce l'ho dentro di me". E' una persona che mi ha amata molto e forse questo amore fuorviava le sue emozioni, forse cercava di trovare del buono nel mio non riuscire a "sentire" la casa. Fatto sta che ha toccato un tasto del mio essere. Fatto sta che mi ha convinta. Credo veramente che la mia casa sia dentro di me, e questo mi dà modo di trascinare nel mio profondo le emozioni vissute in ognuna delle case che ho abitato, in ognuna delle città in cui ho abitato. Le trascino con me come una nomade trascina il suo fardello leggero, pronto ad essere accomodato in un altro posto.
A presto.
assu
 
è la maledizione dei ricordi piacevoli.quando li riviviamo ci trasmettono sempre un pò di malinconia per quello di bello che abbiamo vissuto e che adesso non c'è più. per non parlare delle cose inevitabili...io ho già la tristezza di dover lasciare genova,la mia seconda casa...
 
@ vip
Apro gli occhi e vedo che riesci sempre a farmi sorridere.
Quando portiamo a spasso Totò?
un abbraccio
;-)


@ Ganassa
la strada del presente è l'unica che incrocia quelle delle passato e del futuro. Cerchiamo di fare attenzione ai segnali, evitiamo di viaggiare nella nebbia o quando siamo ubriachi e arriveremo alla meta.
;-)
caro "studente" ti abbraccio anch'io.

@ Daniela
carissima,
per molti è così, lo è davvero. E quei molti sono tanti, troppi. Il mio nome è stato cancellato, lo so. Sostituito, forse. Basta un giorno in più, una parola fraintesa, un cattivo consiglio e finiamo per essere dimenticati.
E gli altri cambiano casa, cambiano amore come si cambia una camicia solo perché si è staccato un bottone.
Ps la postina arriverà e ti porterà la mia bolognesità.
un bacione e un canto dell'universo


@ N_L
"...ritornano feroci a inventare un passato..."
Non avevo mai pensato alla "ferocia" del ricordo. Lo è davvero. A volte feroce, a volte ingrato. E' una bella mattina in questa città del nord. Le guglie del duomo, fiamme di pietra che hanno perso il loro calore, mi fanno pensare alla paura delle azioni. Meglio sbagliare o rimanere immobili? tu che ne dici?
ti abbraccio e attendo il tuo consiglio.
 
@ henry
ricordare il luogo dove siamo diventati più noi stessi è davvero un modo per ritrovarci? Forse ci aiuta ad archiviare il vissuto, a mettere ordine nelle cose pensate. Sono a casa dell'amica del cuore di via del cestello, in un'altra città, in un'altra casa. Qui da lei ho ritrovato le nostre risate. E' in cucina, prepara il caffè come allora. Come allora ha rovesciato il barattolo dello zucchero. :-)
Caro Henry, il "tempo" è davvero un'illusione.
ti abbraccio
a presto
 
@ panzabiker
mandare in stampa il giornale? Anche tu scrivi?
Non sono fatti miei!
Mi schiaffeggio anch'io.
;-)
PS Dormi pure fra le "a" e le "o". Presto scriverò nuovo post e qui nessuno ti disturberà.


@ anonimo
da bambina temevo che la scala mobile mi inghiottisse. Ora ho capito che serve solo a trasportare il peso di una valigia e non ne ho più paura.


@ anonimo delle 7:58
la saudade dei tempi andati ha cullato un sonno profondo. Sono sveglia. Ho indossato la camicia bianca, ed esco a comprare libri.
a presto
 
@ poeta anonimo
una poesia per me?
Merito davvero così tanto?
La conserverò fra le lettere che non ho ma spedito e quelle canzoni che canto sottovoce.
Grazie davvero. Grazie sempre.
 
@ Assu
Anch'io come nomade vorrei trascinare il mio fardello leggero. Nella mia vera casa non ci ho ancora vissuto. E forse è come dici tu, forse la casa è dentro di noi. O forse è altrove.
E come nomadi continueremo a cercarla senza trovarla mai.
"La mia casa è il mare" diceva una vecchia canzone di Graziani. E se avesse ragione lui?
ti abbraccio
:-)

@ Galadriel
"Lasciare Genova"
Sembra il titolo di un romanzo!
La storia di una donna con la valigia che un giorno prende un treno e non torna più...
Ho seppellito la malinconia. Il presente è figlio del vissuto e padre di ogni domani.
ciao, a presto
 
Anch'io ho diverse case alle spalle. No, non ho mai sbirciato i campanelli ma talvolta incuriosito ho lanciato un occhio verso le finestre alla ricerca di un'ombra. Poi però, subito, ho distolto lo sguardo: non erano più la mia casa, sono altre case.
 
io avroò vissuto in 50 case, in ogni parte del mondo: un pò per lavoro e un pò per piacere...se mi capita di ripassarci davanti le guardo da lontano, mi incanta l'idea di sognare un'altra possibilità di vita, mi solleva l'anima sapere che tutto 'circola' e che noi non siamo nè casa nè oggetti ma tutto quello che ci ha portato a viverli.
Sbircio il tuo sito perchè mi piace quello che racconti e credo tu sia una donna preziosa.
Un saluto girovago.
Agnese
 
Che piacere in questo pomeriggio pieno di malinconia , di vuoti incolmabili, ricevere il tuo commento. Cosa ancora più sorprendente dedurre che viviamo lo stesso stato d'animo. Grazie amica cara spero di non perderti di vista, un amicizia perbene, ricca di rispetto e di sensibilità mi fa un piacere immenso e qui è una vera utopia. Grazie di cuore e una BUONA SERATA A TE
 
Cara Lucia, mi ritrovo in maniera sorprendente nelle tue parole. Una volta ho deciso, a distanza di tanti anni, di ritornare a vedere la scuola elementare in cui ho trascorso cinque anni stupendi. Erano gli anni della mia innocente felicità, felicità innocua, che non disturbava nessuno. Erano gli anni della spensieratezza, quando il futuro era solo una parola di cui potevo a malapena intuire il significato. Non mi spaventava. Ho rivisto il murales che ho dipinto, per cui i miei maestri mi avevano tanto elogiato. Per un attimo mi è sembrato di rivedere me stesso bambino, i miei compagni, il vecchio bidello sdentato che suonava la campanella e che fumava sigarette di una marca che non ricordo. Mi è giunto nel petto un lieve sussulto di nostalgia. E ho temuto, per un attimo, che forse è da lì che la mia vita poteva dispiegarsi in altre direzioni. Poi ho pensato a tutto quello che ho fatto, affrontato, alle persone che ho incontrato, alle scelte che ho partorito con fatica. E mi sono sentito più leggero: avevo capito che l'unica maniera per non sentire la mancanza del mio passato era avere fiducia in me stesso e non nutrire alcun rimpianto. Forse rimorsi, ma sempre meglio, penso. I campanelli possono recare nomi diversi, sui banchi di una vecchia scuola ormai decadente siedono nuovi alunni. L'importante è esserci stati, aver dato un'impronta, e conservarne con serenità il ricordo.
Un abbraccio
 
@ arzyncampo
Via del Cestello non c'è già più. Altre case, altre vite.
ciao, a presto

@ Agnese
benvenuta!
"noi non siamo né casa, né oggetti"
E' vero, non lo siamo. Nessuno può chiudere le nostre porte o buttarci via. Rompere il vetro delle nostre finestre o lasciarci sullo scaffale della polvere.
Grazie per la visita. I viandanti qui troveranno sempre una tazza di buon caffé e un sorriso nonostante l'umore.
a presto
 
A me piace più immaginare le cose che devono ancora succedere, rispetto alle cose passate.
Le radici sono importanti, lo ammetto, i ricordi belli e molti ancora vivi, ma preferisco immaginare una casa che ancora non c'è, con un amore, una compagna che pure ancora non c'è, ma che vorrei molto e che immagno con mè in tutto il mio quotidiano, amandola nonostante la sua assenza.
Sognare per mè è più bello che ricordare, anche se i piedi sono ancora a terra, attaccati alle radici , mai farle seccare, altrimenti le foglie e i fiori da cosa si nutrirebbero???
Viva i ricordi, viva i sogni e viva l'amore, in tutte le sue forme.!!
 
ciao amica dal bel collo, lo scrivo qui perche MSN fa le bizze.
Mi piace come tu ordini le parole, svelano sogni e momenti
 
Certi caroselli non ci abbandonano mai... e neanche noi riusciamo ad abbandonare loro... persino quando si spegne la luce! Talvolta, infatti, si finisce col portarseli nel sonno... il problema, a quel punto, diventa scegliere se svegliarsi o rimanere lì!
Bacio D
 
Ciao!come stai? sono ancora in vita, hai visto? il giornale di cui mi occupo è fatto dai ragazzi(16-20 anni) del mio paese .ogni tanto ci infilo anch'io qualcosa ma principalmente lo lascio fare a loro. io lo "impagino" e curo gli aspetti"burocratici e noiosi". ho scritto invece un racconto ,sempre per "adolescenti". ho trovato un editore che me lo farebbe uscire per natale ma mi ha suggerito troppi cambiamenti e la cosa non mi va troppo a genio.so che è una cosa normale ma sono testardo.va bè!ne sto scrivendo un altro e sto pensando al terzoPoi non sono mica bravo come te!^.^ ah!mi chiamo kisito.non mi ero mai presentato,da buon cafone che sono.torno a dormire tra le ovattate e profumate lettere dei tuoi racconti.buona giornata
 
@ daria
In un pomeriggio di malinconia accade anche questo. Qualcuno ci passa accanto e si porta via parte della nostra tristezza.
a presto e grazie a te

@ adynaton
la mia scuola elementare ora è un rudere sul quale crescono le erbacce.
Nelle aule, un ammasso di mobili e polvere ha cancellato l'odore dei nostri quaderni e delle penne colorate.
Ma "l'importante è esserci stati", come dici tu. Aver lasciato l'impronta. E se guardo bene, nel campetto dove giocavamo potrei trovare ancora le mie impronte bambine.
Ti abbraccio, a presto.

@ Polix
"sognare è più bello che ricordare"
Sì, è così. Il ricordo aiuta a ritrovare se stessi, il sogno crea nuova vita che poi diventerà ricordo. Finché il ciclo non sarà completo.
Ma sì, brindiamo all'amore in tutte le sue forme.
A presto
 
@ ilmioprofumo
amica dal bel collo???
Ah, sì, le foto!
Non sono spesso in chat. Se vuoi lasciare commenti puoi farlo in questo spazio.
Grazie per il complimento.


@ diego d'andrea
stanotte ho sognato una donna che guidava un'auto bianca. Sedevo al suo fianco e le chiedevo: "dove mi stai portando?" Lei non rispondevae ho preferito svegliarmi.
PS Fra le altre soffro anche il mal d'auto
;-)
baci


@ panzabiker
:-) :-) :-) :-) :-) :-)
mi piacerebbe leggere il tuo racconto, in fondo sono rimasta un'adolescente anch'io...
:-(
buona giornata anche a te, abbasso il volume della radio e ti lascerò dormire.
 
Ti capisco, Lucy.
Ti capisco.
 
guarda che cosa ci hanno combinato con Benito.

Morgan
 
@ nerò
E' bello rivederti da queste parti. A presto.
PS a Milano lo trovo il tuo cd?

@ morgan
W l'Italia!
 
buongiornooo!!tutto a posto?io faccio finta di essermi ripreso dal week end per affrontare questa settimana intensa.per sabato sto preparando una cena con 108 partecipanti ,gnocco fritto .mmmm....nel frattempo devo costruire 4 contenitori da viaggio per trasportare strumenti di misurazione micrometricici e 40 pannelli da esposizione di 2,5 mt per 1,5.tu mi dirai "ma che lavoro fa sto qua? "non indovineresti mai..anche perchè non c'entra niente con quello che ti ho detto fino adesso^^.tu mi dirai .. "ma alla fine sono cose che mi interessano ? no! schiaffeggiati!!" batto i tacchi! il mio racconto te lo farò avere se andrà in stampa.. mi vergogno un pochino a fartelo leggere ,ma questo aspetto è superabile. non voglio però metterti a disagio nel farti cercare una formula educata per dirmi che fa schifo^.^ buon proseguimento di giornata!! ki
 
Una passeggiata agrodolce tra queste parole...
Ciao Lucia :-)
 
@ panzabiker
contenitori da viaggio per strumenti di misurazione? Diomio, mi sono già persa e mi schiaffeggio. Saranno affari miei?
In attesa del tuo racconto comincio a immaginarlo. L'incipit non è male.
;-)
buona serata
PS stai ancora dormendo?

@ apepam
ti vedo camminare tra le mie parole, ma fai attenzione, qui c'è qualcuno che dorme.
shhhhhhhhhhhhh
;-)
a presto
 
no dai! non sto più dormendo ...aspetto il prossimo post^.^ e non immaginare troppo che poi rimani delusa dal mio racconto ..che incipit poi?eh? cosa vorresti dire ? eh? eh?^.^ dai mi schiaffeggio un pò per farti compagnia .. buona serata a te!! mò vado a lavorà che me tocca fino a mezzanotte.

p.s.il proprietario delle scatole lavora con le banconote e i soldi in generale.e gira per il mondo.. ma è un segreto.. non dirlo a nessuno!!!!
 
Ciao!!!! (non ti avevo salutato,schiaffeggiami tu per stavolta và)
 
a forza di schiaffoni, pensavo di essere entrato in un blog di sadomasochisti!!!
 
Ehi, anonimo, a te piace il sado?
Se esci dall'anonimato...qualche schiaffone potrei dartelo io!
 
Ciao Lucia...
Che succede da queste parti?
C'è chi prende il fare scherzoso per occasione di intrighi?
Occorre aria nuova, è primavera, apriamo le finestre e ascoltiamo il garrito delle rondini libere...
Un nuovo post? Nuova musica...nuove parole...
Nuove immagini per gli occhi: tu che sei creatrice di sogni e di poesie...
Un bacio grande!
 
@ panzabiker
il proprietario di queste scatole mi incuriosisce davvero...
Chi è? Zio Paperone?
Giuro che non lo dirò a nessuno. ;-)
Ti lascio qui il mio "buongiorno", pubblico il nuovo post e mi schiaffeggio in via preventiva.
A presto
PS Ma quel campo di margherite è davvero tutto mio?


@ anonimo delle 11:18
sadomasochisti???
hahaha
Hai visto forse frustini e manette?
 
@ dandapit
Che bello rivederti!
Le finestre sono aperte e le rondini gridano la loro libertà.
Mi affaccio. Una fetta di cielo mostra solo qualche nuvola. Bologna è serena. Lucio Dalla torna a cantare le sue vecchie canzoni, "sulle panchine in piazza grande." E io scrivo, scrivo, scrivo, finché gli occhi vedranno, e finché qualcuno avrà voglia di leggere.
Un bacio senza "abbraccio"
;-)
a presto
 
certo che è tutto tuo... ciao!!! sono spuntati anche i papaveri a dare un pò più di poesia e se guardi bene c'è anche la mia micia che ogni tanto con un salto dà la caccia agli insetti( ma tra un pò la richiamo che non è mica suo^.^).oggi sono proprio tirato con il tempo .ti saluto ahimè. aspetto il nuovo post. buon proseguimento!!
 
ESAMI SIDERALI

Sfuma
Nella galassia delle distanze
Un’idea

Sfugge
Alla vista del sole
Come una stella cometa

Dolce illusione
Che appare e scompare
Eclissi di luce e di buio

Valigie aperte sul letto
Buchi neri nella stanza
È un altro viaggio che non farò

Syd
 
Quando il mare è in tempesta è meglio stare immobili. La natura ce lo insegna: la preda braccata quando si accorge di non avere più scampo, si arresta, perché sa che così ha più possibilità di essere abbandonata. E nell'arrestarsi si intorpidisce e aumenta la soglia del dolore. Anche il Tao ce lo insegna: la via dell'acqua che scorre, lasciarsi andare e scivolare nel letto del fiume senza opporre resistenza.
Ma quando il mare è calmo, bisogna alzare le vele e navigare. E' l'unico modo per rincorrere l'orizzonte.

:-*
 
@ panzabiker
I papaveri? Che meraviglia!
Lascia pure la gatta, mi tiene compagnia.
:-)

@ Syd
Trovare qui queste parole mi fa pensare che non tutto accada per caso.
Non so chi tu sia né perché tu abbia scelto "Esami Siderali" per commentare la mia notte SENZA esami. Ma quel che leggo mi appartiene, e non puoi sapere quanto. Sento mia "l'idea che sfuma nella galassia delle distanze", è mia la "dolce illusione" e sono mie quelle "valigie sul letto".
Grazie per avermi restituito tutto.
a presto


@ N_L
Grazie, appena il mare sarà calmo ricomincerò a navigare.
:-)
 
VIOLENZA IN VIA DELLE LASTRE....... Non vorrei essere polemico, vorrei solamente condividere con voi un fatto di cronaca che mi vede coinvolto in prima persona: insieme a mia moglie ai miei due figli e il cane vivo in VIA DELLE LASTRE dove si è consumata la tragedia ai danni di quella povera colf. Ora sono sul mio letto insieme a mia moglie, nella stanza accanto mio figlio di quattro anni...
 
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