mercoledì, settembre 20, 2006

 

Note al veleno


L’interesse per l’ultima “fatica” di Lucio Dalla cresce di giorno in giorno. Sul mio blog transitano ignari navigatori alla ricerca di informazioni sul testo e di recensioni in rete e non trovano altro che una richiesta di ritorno all’onestà artistica. Luca Sofri dalla sua postazione dice che siamo cambiati noi e che Dalla è sempre lo stesso, ma se fosse vero dormirebbe ancora sulle panchine in piazza grande! I ragazzi dello Spettro hanno disquisito a lungo sull’argomento e le radio continuano a trasmetterla. Bologna è stata per Guccini “una vecchia signora dai fianchi un po’ molli”. Lui la vedeva con “ il seno sul piano padano ed il culo sui colli”. Praticamente una grassona senza tette. Era per Carboni “una città senza pietà…dove siamo sempre dentro a un qualcosa, a un auto che va o dentro a un bar”. Camminare, in effetti, è la cosa meno salutare che un bolognese possa fare. De Gregrori ci voleva venire per “i suoi orchestrali”, ma forse non li conosceva bene, sono persone tristi, impiegati della musica. Un giorno ne vidi uno da Res Rubini. Cosa ci fa un nonnetto così con tutte quelle trombe? pensai. Il nonnetto era appena stato pensionato e voleva sbarazzarsi di tutti i suoi strumenti per non vederli mai più. Max, non lo conoscete, ma cantava Bologna sul divano di casa mia, con una vecchia chitarra che qualcuno mi aveva prestato. Diceva vieni a Bologna, è una città dove si sogna. Ha smesso di sognare ed è fuggito in Canada. In compenso, però, si è trasferita in città la mamma di Nek. Qualcuno le ha detto che nei negozi del centro si compra bene.


Comments:
Così vicina eppure del tutto sconosciuta, per me. Ci sono venuto di scappata, qualche volta, quasi sempre per lavoro, o, quando ero più giovane, per la manifestazione della strage.
Ma due fermate le faccio sempre. Al Bar Impero (che non è più quello di prima) e a quell'incredibile negozietto poco prima di Piazza Maggiore che vende saponi da barba, tagliapelidelnaso, la crema noxzema che non si trova più...
Ti propongo uno scambio di link. Ciao Lucia
 
Caro Riccardo,
il negozietto dei saponi da barba si chiama "la Coroncina". Chi non lo ha mai visto non può capire di cosa stiamo parlando. Qui a Bologna è passata la mezzanotte e ti linkerò solo domani. A presto.
 
si, domattina, inteso come venerdì, ci sono.
 
Ricambiato.
Già che ci siamo, come si chiama e dov'è quel portico che ha sul soffitto infilate delle frecce? Me lo hanno fatto vedere in un'altra vita e non ricordo niente.
E di Tamburini, un'altra delle mie visite quasi fisse, che mi dici?
 
Cara Ipazia
a domani
 
Le frecce conficcate al soffito si trovano in Strada Maggiore davanti alla famosa Corte Isolani. Non vorrei privarti della poesia ma quelle frecce non sono lì dal medioevo, come vuole la leggenda. Tamburini invece è autentico e tutto ciò che produce è pura espressione dell'arte bolognese in cucina. Purtroppo, però, sono macrobiotica e davanti alle sue vetrine non mi resta che piangere.
 
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