giovedì, ottobre 05, 2006

 

ZITTI ZITTI, IL SILENZIO E’ D’ORO


Qualcuno celebra il silenzio, qualcun altro sostiene che le persone parlino solo per trovare qualcosa da dire. Checov si raccomandava affinché la lingua non oltrepassasse il pensiero. Il mio professore di italiano credeva che “uno stolto che non dice verbo non si distingue da un savio che tace”. E mia madre è una fervida sostenitrice “del più bel tacer che non fu mai scritto”.

Oggi, mentre cammino sostenuta dalla nuvola di smog che ristagna sotto i portici di Bologna, provo a immaginare una città silenziosa e mi diverto ad azzerare il sonoro fingendo la sordità. Non sento così il rombo rintronante di vecchi autobus malandati, l’insistenza roboante e nervosa dei martelli pneumatici di muratori impolverati e stanchi, il suono dei clacson delle auto imbottigliate dai parcheggi in doppia fila, le urla delle sirene di croce rossa e volanti di polizia. Non sento il fischio isterico del pazzo che cammina saltellando davanti alle vetrine dei negozi e i commenti della signora Flavia che si lamenta perché una tizia le ha portato via il marito. Non sento il segnalatore per ciechi al semaforo, la lite di due cani che si azzuffano davanti alla farmacia e quell’uomo che urla al telefono la sua avversione.

Guardo la città come fosse sommersa dalla quiete dell’acqua e sguazzo beata per le sue vie nel giorno della festa del Patrono. I volti dicono più delle parole, i gesti commentano e il mio passo segue il ritmo delle note che mi suonano in testa.

Da Minerva, in via Castiglione, vedo il mio libro in vetrina. E’ fra l’ultimo di Grisham e un saggio sulla Grecia contemporanea. Come una madre premurosa, spero sia in buona compagnia. Non deve essere divertente sostare inermi in una vetrina del centro e sorridere ai passanti nella speranza di essere acquistato. Mi ricorda un cucciolo al canile che sogna di trovare presto un padrone. Gli suggerisco di abbassare le orecchie e scodinzolare di più, ma è in peccato d’orgoglio e non ama elemosinare. Non farà mai strada con quel carattere, lo rimprovero, e viro verso la piazza. Il vento è quello giusto, il mare forza quattro e il volume della città è sempre azzerato. Cammino “inseguendo solo i piedi”. Vista dall’alto sono un puntino che gravita a tempo di musica. Il centro di Bologna è come una gigante ragnatela con al centro due grossi ragni appollaiati, la torre degli Asinelli e quella appartenuta ai Garisenda e io come un piccolo insetto di campo mi avvicino sfidando la sorte. Turisti, passanti, studenti, negozi aperti, bar e serrande abbassate. La miscela di caffè sembra uscita da un tubo di scappamento, qualcuno si è dimenticato di cambiare la maglietta sudata e qualcun altro ha esagerato con il dopobarba. Il caos si fa più intenso. La città muta è un insieme di facce e smorfie dagli odori diversi. Dall’altra parte della strada c’è una tizia che conosco. Non voglio interrompere l’incantesimo parlando e mi nascondo dietro una colonna del portico come un ladro che tenta di rubare la quiete perduta. Come da copione sento una mano battere sulla mia spalla. Mi fingo sorpresa, metto in pausa i Pink Floyd, sfilo le cuffiette e mi rassegno al tornato rumore.


Comments:
INSEGUENDO SOLO I PIEDI E' UNA IMMAGINE MOLTO BELLA!

IL PIU' BEL TACERE CHE NON FU MAI SCRITTO E' LA PAROLA SILENZIO SENZA USO DELLE LETTERE
 
@Pib
"inseguendo solo i piedi" è parte della mia eredità di ascoltatrice di autori sconosciuti. E' ciò che mi è rimasto di un testo di Massimiliano Menna, cantautore bolognese emigrato in Canada per l'insofferenza del suo vivere. Menna ha scritto qualche bella canzone che solo pochi hanno avuto il privilegio di ascoltare.
Sono d'accordo con te, l'immagine che riesce ad evocare è davvero molto bella.
:-)
 
Ciao Lucia, grazie della visita sul mio blog... il mio rigattiere Buratti e il tuo pseudonimo Eleonora Buratti... le coincidenze!
ciao!
PS Sta andando bene il tuo Terzo Desiderio? C'è in vendita online?
Paolo
 
@ Paolo
"Il Terzo Desiderio" è quel cucciolo descritto nel post. Anzi sono tanti piccoli cuccioli che scodinzolano. Molti hanno già trovato casa. Alcuni sono stati recensiti positivamente da giornalisti, registi e sindaci. Direi che su questo versante va tutto bene. Al momento è disponibile solo una distribuzione locale, ma può essere rischiesta la sua spedizione all'indirizzo terzodesiderio@libero.it
Il rigattiere Buratti è fantastico! Lui è al corrente del Raduno Buratti che ogni anno riunisce il clan italiano e internazional?
 
una delle emozioni piu' grandi che ho provato a londra all'inizio ma che ho poi ripetuto e ripeto ogni volta che posso, specie nelle grandi citta', e' quella di camminare in mezzo alla folla con alle orecchie la musica di Mozart.
all'improvviso e' come se tutti, uomini, alberi, automobili, iniziassero a muoversi al ritmo del 'dies irae' o dell'adagio della kv488. e tutto acquista una pace infinita mentre il mondo galleggia sulle note di "soave sia il vento".
 
Bella la visione "materna" del libro... tenerissima;)
 
@ Henry
Londra musicata da Mozart deve essere spettacolare, specie se incontri quei poliziotti a cavallo che "fanno" tutto molto British. Io ascoltavo Bach in spiaggia. Non ti dico dove volava il mio pensiero quando seguivo le vele al largo...

@ Francesco
io sto al mio libro come tu stai alla tua tromba, ne sono sicura. Tu la smonti, la pulisci, metti l'olio ai pistoni, cambi le imboccature, le sordine. Se questo non è amore dimmi tu cos'è.
;-)
 
Così come ho letto il tuo articolo, ho subito pensato di mandarti l'indirizzo del carissimo pib :-)
Clicco sui commenti e lo trovo già qui!..

Un salutone :-)

ps:
Ma ciao Henry & Mr. Jazz ;-)
 
Ciao polsa, tu mama l'è acuà da me, bona pasqua a tot.
At salut
Tu cusè.
 
veramente bello il tuo libro, mi ricorda molto la mia infanzia e molto altro, conosco bene il cantautore emigrato in canada adesso ha tre stupendi bambini ha scritto altre bellissime canzoni ma solo x lui e pochi intimi.
 
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